Catena & Thermography
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"Treethermography® dal 1984"

dalla homepage

In realta' raggiungemmo questo traguardo dopo 10 anni di utilizzo continuo ed appassionato, presso l'Istituto Superiore di Sanita' di Roma, delle Tecniche di Telerilevamento, di cui la Termografia fa parte, in numerosi settori che andavano dalle ricerche sull'inquinamento dei corpi idrici a quello delle acque di balneazione, dalle indagini sulla gestione delle discariche di rifiuti solidi urbani a quelle sulla vegetazione come indicatore puntuale dell'inquinamento ambientale. Anche in campo ecologico impiegammo, per primi o tra i primi in Italia, le immagini termiche per il censimento degli animali selvatici in ambienti naturali e ne suggerimmo l'uso nello studio delle popolazioni di pipistrelli. Quando pensammo di impiegarla nella valutazione della stabilita’ degli alberi, avevamo ormai acquisito una grande familiarità con la tecnica e con l’apparecchiatura.
Il primo contatto con gli alberi lo avemmo all'Orto Botanico dell'Universita' La Sapienza di Roma ove, avvalendoci della valentia professionale dell'allora Curatore Dr. Mario Catalano, esaminammo con successo un esemplare di Bagolaro (Celtis australis) che presentava una vistosa ferita sul tronco. All'inizio, completamente digiuni di Botanica, pensammo che il metodo potesse servire solo per individuare cavita' o la presenza di tessuti deperenti, anche senza segni visibili sui tronchi, e come tale lo pubblicammo sulle riviste tecniche di arboricoltura (in verita' senza molto successo).
Solo in seguito, avendo capito il principio di funzionamento della tecnica, con la maggiore esperienza dovuta alle centinaia di alberi esaminati e con la comprensione sempre maggiore della struttura e della fisiologia dell'albero, ci rendemmo conto che il sistema vedeva il danno come mancanza di tessuto sano e quindi come deficit di vitalita'. Vista, pero', la sempre scarsa accettazione del sistema, continuammo fin verso l'anno 2000 a parlare solo della sua capacita' di individuare i danni e non di quella di evidenziare la vitalita' degli esemplari e la presenza di tessuti di rinnovamento, anche quando ancora non visibili dall'esterno.
Una volta addentratici nella conoscenza della fisiologia degli alberi, cominciammo a capire le possibili implicazioni del metodo, sempre seguiti dalla completa indifferenza o peggio, dalla supponenza se non dal silenzio ostile di parte del mondo accademico e di buona parte delle ditte del settore che vedevano messe in pericolo", a seconda dei casi, credenze e manualita' acquisite, posizioni di predominio, ammortamento di apparecchiature invasive acquistate o da commercializzare, ecc.
Un famoso fitopatologo di una Università del Nord Italia, affermava e faceva scrivere ai suoi studenti nelle loro tesi di laurea che la termografia non puo' funzionare a causa della bassa conducibilita' termica del legno. Peccato, non si rendeva conto che se il legno avesse l'alta conducibilita' termica del metallo, sulla sua superficie non si potrebbe apprezzare nessuna differenza di temperatura. E che non sarebbe quell’ottimo isolante naturale che e'.
Qualche anno dopo il pensionamento di Lanfranco Palla arrivo' Alessandra Catena per preparare la sua tesi di laurea in Scienze Forestali ed Ambientali e le ricerche ripresero con nuovo vigore, giovandosi delle sue conoscenze specifiche di arboricoltura; preparammo quindi degli interventi per Convegni in Italia ed all'estero, dove il sistema suscito' un certo interesse. Fu solo con le mie presentazioni all'estero, dopo le mie dimissioni dall'ISS nel 2003, che la tecnica comincio' finalmente ad essere apprezzata fino al successo delle relazioni presentate con la Dr. For. Catena alla 6a Conferenza Europea ISA di Maastricht (Olanda, 2004), culminato con la firma di un contratto di un anno con la BTL Bomendienst BV per introdurre la Termografia in Olanda. Ed e' proprio dall'estero che giunsero notizie su applicazioni della tecnica, anche in altri settori dell'ecologia. In realta' alcune di queste applicazioni erano state gia' esplorate dai due ideatori della tecnica, altre solo ipotizzate e non seguite per mancanza di conoscenze specifiche - ci eravamo inventati "botanici", ci saremmo anche dovuti trasformare in "biologi" e onestamente ce ne manco' il coraggio - ma suggerimmo di farlo ad esperti dei vari settori.
Il sistema e' li', a disposizione di tutti, le moderne apparecchiature sono dei veri gioielli della tecnica: solo per citarne le principali caratteristiche, funzionano a batteria, memorizzano le immagini su scheda, i sensori non debbono essere raffreddati, possono anche misurare la temperatura in ogni punto dell'immagine, sono portatili e molto maneggevoli, riprendono anche le immagini nel visibile della scena esaminata contemporaneamente all'immagine termica e, cosa da non trascurare, i prezzi sono molto diminuiti.
Sono state allegate anche le pubblicazioni in italiano, alcune in inglese ed in francese e le presentazioni tenute nei congressi internazionali per dar modo di visionare un maggior numero di alberi termografati che sono stati studiati.
Un breve corso di istruzione, personalizzato secondo la propria preparazione, trasmette al frequentatore l'esperienza immagazzinata in anni di indagini e di situazioni le piu' diverse e lo mette in grado di operare da solo e di fare con sicurezza, in piena autonomia ed indipendenza, la valutazione dello stato di salute degli alberi direttamente sul terreno mentre li si stanno esaminando.
I Software dedicati, forniti dalle varie case produttrici delle apparecchiature, gli unici da noi mai utilizzati, servono esclusivamente per ricostruire in un secondo momento l'immagine termica di un intero albero (mosaicatura) e per preparare i Report delle indagini effettuate. Tali programmi non sono piu' necessari con le immagini fornite dalle termocamere piu' recenti che sono in formato jpeg radiometrico (12-14 bit) e possono essere come tali direttamente utilizzate in programmi di scrittura o di elaborazione di dati.

Lanfranco Palla controlla la strumentazione prima di un volo in elicottero (circa 1985)

Lanfranco Palla controlla la strumentazione prima di un volo in elicottero (circa 1985)


Immagine termica ripresa dall’elicottero durante un censimento dei daini

Immagine termica ripresa dall’elicottero durante un censimento dei daini


Un tiglio molto danneggiato

Un tiglio molto danneggiato


Individuazione di un danno di modesta entita'

Individuazione di un danno di modesta entita'


Via Peveragno, 33 - 00166 Roma - Italia Tel/Fax +39(0)6 6637187 Mob: +39 340 7016037 
E-mail: giorgio.catena@treethermography.it

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